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Settembre è…

settembre 24, 2019  Author: Margherita Bertella Category: Senza categoria   0 Comments

 

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Settembre è la tisana appena alzata, l’unica rimasta: al melograno, erano un tot di filtri detox, uno diverso per ogni giorno della settimana, durata tre settimane… La prima vai per ordine, diligente come una scolaretta, la seconda cominci a deviare, le mischi, le vuoi rivoltare tipo cavallo pazzo, la terza ne prendi anche due al giorno, mattino-sera e finisci prima del previsto… ma chi s’è visto s’è visto.
Settembre è voglia di tepore, bisogno di coccole che nessuno ti fa, lacrime al mattino, uscire di casa alla svelta perché non resisti alle urla del silenzio, salire su un bus sgangherato, guidato da uno scalmanato che ti squassa le ossa, rischia due incidenti, non sa fare manovra e alla fermata finale sale sul gradino, deve retrocedere, adagio indietreggiare e tu lo mandi graziosamente a cagare.
Settembre è fermarsi in una baia incantata e cercare per sé il punto più lontano, quello ai confini col Varignano: al di là è zona militare, divieto di accesso, posto ideale per una che l’eremita vuole fare.
Settembre è scegliersi un muretto, sotto ci sono scogli bianchi e il mare, acqua trasparente, al contrario di certa gente.
Settembre è portarsi dietro la borsa con la ragazza in bicicletta sullo sfondo di Parigi, quella dove hai messo tutto il materiale: matite, taccuino, blocco d’acquerello, pennelli, il bicchiere di plastica dura che risale alle medie.
Settembre è intingere l’acqua di mare e sguazzare con l’arancio, il verde, il giallo, lo scarlatto… cromoterapia, aromaterapia, arteterapia.
Settembre è alzare lo sguardo alle colline, respirare, arrivare all’ocra della cima brulla, lassù dove non c’è nulla.
Settembre è tuffarsi nel biancosporco del cordone di nuvole che, dal lato opposto, si snodano sulle Apuane, è dondolare all’unisono con gli alberi delle imbarcazioni all’attracco, seguire il passaggio di una fogliolina sull’acqua, parlare col gabbiano che pedala nelle increspature marine con le sue zampe spalmate di giallo, una barchetta: avanza dritto, poi a destra si volta, piroetta.
Settembre è lasciare andare le lacrime al vento, cantare al rintocco della campana – mezzogiorno della strega – ora di mangiare? Chi se ne frega!
Settembre è ritagliarsi spazi, potare, sfilare anelli dalle dita… comunque non è chiusa la partita.
Settembre è ansia di nuovo, slarghi di cieli, specchi marini, gabbiani e delfini.
Settembre è quando l’ombra di un ramo di palma proiettata a terra, quella sì… quella ti calma.

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