Welcome to BioSphere
image border bottom

Festa in costume

febbraio 21, 2017 Author: Margherita Bertella Category: Senza categoria  0 Comments

 

IMG_2722Non amo particolarmente il Carnevale (come, in genere, le feste “comandate”),  credo che di maschere al mondo se ne vedano anche troppe e sarebbe trasgressivo toglierle, piuttosto che indossarne altre… ma amo i costumi stupendi del Carnevale di Venezia ad es.  Se dovessi andare a una festa in costume, sarei così come ho scritto l’anno scorso:

Festa in costume

Ricordo una bambina
vestita da fatina
a punta il cappello
da stelle trafitto
un candido velo
fluente giù fitto
in foto un sorriso
lei abbozza a metà
gioia nel viso
sincera non ha.
Non fata, son strega
mai l’hanno capito
a balze, ma nero
io voglio il vestito
verga fatata non serve
già ho le mie erbe
raccolte nel bosco
le mischio in pozioni
ch’io sola conosco
un gran cappellaccio
colore carbone
in testa mi ficco
e vo alla riunione:
la sala è strapiena
festosa serata
al ballo in costume
mi hanno invitata
è ormai stabilito
si deve impazzare
in questo periodo
del carnevale.
Mi spiace, signori
io non ci sto
non rido a comando
né rido, né piango.
“Perché, dunque, tu sei venuta
nero uccellaccio, strega occhialuta?”
obiettare potrebbe qualcuno di voi.
Vado cercando, invero, dei guai:
scoprire ora intendo
se qua dentro c’è
chi osa fuggire
nel bosco, con me.

 

Margherita B.,  febbraio 2015

Mani di fata

gennaio 28, 2017 Author: Margherita Bertella Category: Senza categoria  0 Comments

 

IMG_0553

 

Stamani, alla Palazzina delle arti, in via del Prione 236, La Spezia, abbiamo visitato una splendida mostra fotografica dedicata a Pietro Tempestini. Le numerose foto d’epoca (paesaggi e ritratti) che vi si possono ammirare, mi hanno fatto venire alla mente le tante foto dei nonni e bisnonni in mio possesso. Le foto di un tempo hanno un fascino antico e unico, che mai troveremo – a mio parere – nel digitale.
Lo scorso anno, lavorando al Corso di lettura e scrittura creativa dell’Officina dello scrivere ad alta voce, avevo dedicato alla foto della mia nonna materna , che all’epoca aveva vent’anni, questa poesia:

 

Mani di fata

Velluto di pelle
mani di fata
languida t’offri
in posa atteggiata
all’occhio che scruta
ma non tocca il cuore
dove s’annida
monello l’amore.
Per lui hai indossato
quel casto vestito
dalle abili mani
con ricami guarnito
ricci castani
incorniciano il viso
sulle morbide labbra
accennato un sorriso
dietro la fronte
alta e pensosa
sbocciano sogni
c’è un velo da sposa
nelle quiete tue stanze
il corredo prepari
per venire qui oggi
l’hai tralasciato
dentro cassetti
odorosi di rosa
l’hai sistemato
ape operosa.

Io ti conosco
mani di fata
nel profondo di me
la tua impronta è marchiata.

Non c’è più la stella

dicembre 23, 2016 Author: Margherita Bertella Category: Senza categoria  0 Comments

bimbo_porta_grande

 

Augurando pace  e amore universale, ecco la mia poesia natalizia:

 

Non c’è più la stella

Non c’è più la stella che guida il cammino
come possiamo trovare il bambino?
Non cercatelo dentro una culla
ma sopra un barcone che rulla
negli occhi sbarrati degli orfani in guerra
a voi tende le mani sporche di terra
nelle favelas, coperto di fango
di corrervi dietro non è mai stanco
lungo le rive sacre del Gange
ha fame, è malato eppure non piange
contargli potreste tutte le ossa
un solo sguardo vi dà la scossa
in un campo rom, ecco vi appare
pensate: “Gentaglia di malaffare!
Perché mettere al mondo un bambino?
Ladro sarà il suo destino.”
La sua mamma agogna fra i terremotati
lui e la sorella si sono salvati
lo trovate che giace in un ospedale
morbo maligno, nulla da fare.
Fuori fiocca la neve, la notte è di Natale.

Acquerello invernale

dicembre 21, 2016 Author: Margherita Bertella Category: Senza categoria  0 Comments

img_6397

 

Una piccola poesia ho ricamata su un disegno, di getto:

Acquerello invernale

Quel piccolo ponte innevato
quante volte l’ho disegnato!
Scheletriche braccia al cielo levate
branchi di case al colle aggrappate
sul bianco lenzuolo
un gufo lancia il suo assolo
poche gocce di nero
sono cadute lungo il sentiero
le stempero d’acqua, le stendo
la strada riprendo
sono impronte di passi silenti
un uomo e il suo cane avanzano lenti
un comignolo fuma, riluce una vetrata
di cena l’ora è arrivata.
Aghi di gelo sottopelle
è notte orba di stelle
improvviso un pianto di culla
sotto il cielo di panna una nenia
poi… nulla.

La Twizy

dicembre 06, 2016 Author: Margherita Bertella Category: Senza categoria  4 Comments

 

twizy

Sabato 12 novembre 2016: era una sera buia e tempestosa… Dovevo andare a Vezzano Ligure, per partecipare alla cerimonia conclusiva del premio letterario M.Tobino (ero felice: avevo vinto il primo premio con un racconto sul tema del disagio).

La mattina, però, c’era stata pioggia torrenziale e la previsione non prometteva nulla di buono, temevo fortemente mi saltasse questo importante appuntamento. Sapevo che la mia amica Patrizia, che abita in zona, sarebbe andata comunque, così l’ho chiamata al numero della palestra che gestisce da anni alla Spezia.
“Hai tempo fino alle 15 per decidere – mi ha detto energica – io esco da qui a quell’ora e posso passare a prenderti, andiamo su insieme.”
“Ma tu… vieni con la Twizy?”, le ho chiesto titubante (già sapevo la risposta: lei viaggia così, ogni mattina scende da Vezzano e viene in palestra sulla piccola macchina a due posti). Alla risposta affermativa ho aggiunto: “E io, come ci entro?”
“Ci entri, ci entri, ti insegno come si fa.” Lei è sempre positiva, col suo entusiasmo riesce a contagiare chiunque, così mi sono decisa, e ho fatto bene. Mi sarei persa una bella serata e un viaggio divertente sulla miniauto.
Viaggio di andata e ritorno: tempo da lupi, curve, buio pesto, vento stratosferico (nella sala della premiazione picchiava forsennato ai vetri delle finestre), ma niente pioggia (Patry tiene a bada anche gli elementi atmosferici).
Dopo questo tirocinio io e la Twizy siamo diventate amiche, l’altro giorno l’ho persino accarezzata sul cofano! Lei credo abbia gradito.
E, udite udite, le ho dedicato i seguenti versi, da cantare e ballare sul ritmo di “Attenti al lupo” del grande L.Dalla.

La Twizy

C’è una Twizy piccola così
lucida e nera, è da provare
devi solo lasciarti andare.
C’è una Twizy piccola così
le portiere sono ali
le solleva e puoi entrare
e sul tettuccio piccolo così
un portabagagli originale.

Attenti a Patry
attenti a Patry!

C’è una donnina piccola così
al volante, pronta a scattare
ti dice: “Forza, ce la puoi fare!”
Se hai le gambe lunghe come me
è un’impresa nucleare
ti dovrai lenta incastrare

dentro la Twizy
dentro la Twizy

Quando infine sei planata giù
pensi:”Da qui chi si alza più?”
Ma poi parte e ti par di volare
su un’astronave eccezionale.
C’è una Twizy piccola così
ma tanto grande che ti fa viaggiare
nello spazio interplanetare.

Evviva Patry
evviva Patry!

Lei al volante ci sa proprio fare
ai lampi, ai tuoni può comandare.

Amore mio, non devi stare in pena
io non sono una balena
sono entrata e saprò uscire
ma da te non vo’ tornare
con l’aiuto del buon Dio
non temo i lupi là nel bosco

dentro la Twizy
dentro la Twizy

oh oh oh oh oh
oh oh oh oh oh …